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5 Attività Efficaci per Lavorare sulla Dislessia

La dislessia colpisce tra il 10 e il 15% della popolazione mondiale, con stime che in Italia si attestano intorno al 3–5% degli studenti in età scolare secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità — una delle condizioni di neurodiversità più frequenti che insegnanti ed educatori si trovano ad affrontare. Eppure, nonostante la sua diffusione, è ancora spesso fraintesa: non è pigrizia, non è mancanza di intelligenza, non è un problema visivo. È un disturbo del neurosviluppo che riguarda il modo in cui il cervello elabora il linguaggio scritto.

In Italia, la dislessia rientra tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riconosciuti dalla Legge 170/2010, che garantisce agli studenti con diagnosi specifici diritti scolastici: misure compensative, misure dispensative e la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Conoscere questi strumenti è fondamentale — ma non basta. Quello che fa davvero la differenza nella vita di un bambino con dislessia sono le attività quotidiane, proposte in modo sistematico e consapevole, a scuola e a casa.

In questo articolo presentiamo 5 attività pratiche ed efficaci per supportare bambini e ragazzi con dislessia, con istruzioni passo a passo, materiali necessari e livelli di difficoltà progressivi.

Cos’è la dislessia e come si manifesta

La dislessia è un disturbo specifico della lettura che riguarda la decodifica delle parole scritte. Chi ne è affetto fatica a riconoscere automaticamente le parole, a leggere in modo fluente e accurato, e a fare le corrispondenze tra grafemi (lettere) e fonemi (suoni). Questo non dipende da deficit sensoriali, neurologici generali o mancanza di istruzione adeguata.

Esistono due grandi tipologie:

  • Dislessia acquisita: conseguente a una lesione cerebrale (ictus, trauma) in persone che sapevano già leggere.
  • Dislessia evolutiva: si manifesta durante l’apprendimento della lettura, in età scolare, ed è quella più comune tra i bambini.

Segnali per fascia d’età

Riconoscere precocemente la dislessia permette di intervenire quando il cervello è ancora molto plastico. Ecco i principali segnali per età:

Scuola dell’infanzia (4–6 anni) — segnali precoci:

  • Difficoltà a imparare le filastrocche e le canzoni
  • Ritardo nello sviluppo del linguaggio
  • Difficoltà a riconoscere le rime
  • Confusione con parole simili (“barca”/”marca”)
  • Difficoltà a imparare i nomi delle lettere

Scuola primaria (6–11 anni) — segnali diagnostici:

  • Lettura lenta, a scatti, sillabata anche dopo mesi di istruzione
  • Confusione tra lettere simili (b/d, p/q, m/n)
  • Inversioni di lettere o sillabe (“la” letto come “al”)
  • Omissione di parti di parola durante la lettura
  • Difficoltà a comprendere il testo scritto, anche quando comprende lo stesso testo letto ad alta voce da altri
  • Frustrazione e ansia legate all’attività di lettura

Scuola secondaria (11+ anni) — segnali persistenti:

  • Lettura lenta e faticosa, con sforzo consapevole
  • Difficoltà a prendere appunti mentre ascolta
  • Problemi con lo studio di lingue straniere scritte
  • Strategie di evitamento della lettura ad alta voce

Nota: la diagnosi di dislessia deve essere effettuata da specialisti (neuropsichiatra infantile, psicologo clinico) presso i servizi di neuropsichiatria infantile dell’ASL o professionisti privati accreditati. Il ruolo dell’insegnante è osservare, documentare e segnalare, non diagnosticare.

5 attività per supportare la dislessia

Attività 1: Costruisci la parola

Obiettivo: lavorare sulla consapevolezza fonologica e sul riconoscimento della struttura delle parole attraverso la manipolazione concreta delle lettere.

Come si svolge:

  1. Prepara un set di lettere dell’alfabeto su cartoncini o in formato magnetico.
  2. Pronuncia ad alta voce una parola semplice (es. “gatto”).
  3. Chiedi al bambino di selezionare le lettere corrispondenti e di disporle nell’ordine corretto.
  4. Una volta composta la parola, leggila insieme e poi mescola di nuovo le lettere.
  5. Aumenta gradualmente la lunghezza e complessità delle parole.

Materiali: lettere magnetiche (per lavagna magnetica), cartoncini con lettere scritte, tablet con app di composizione parole.

Livelli di difficoltà:

  • Base: parole di 3 lettere con struttura consonante-vocale-consonante (CVC): “mela”, “sole”, “luna”
  • Intermedio: parole di 4–5 lettere con gruppi consonantici: “treno”, “porta”, “fiore”
  • Avanzato: parole con doppie, accenti o digrammi (gn, gl, sc): “tiglio”, “gnomo”, “sciame”

Variante digitale: app come Lettura Facilitata o Anastasis (italiana, specificamente pensata per DSA) offrono esercizi simili in formato interattivo.

Attività 2: La parola corretta

Obiettivo: sviluppare la capacità di discriminazione visiva tra parole simili, che è una delle difficoltà tipiche della dislessia (confusione b/d, p/q, inversioni).

Come si svolge:

  1. Prepara una serie di schede ognuna delle quali mostra un’immagine e 3–4 varianti scritte della parola corrispondente (una corretta e le altre con errori tipici: inversioni, sostituzioni, omissioni).
  2. Esempio: immagine di un cane → opzioni: “cane / cna / qane / cane” (la seconda volta giusta e la terza sbagliata).
  3. Il bambino deve identificare e cerchiare la parola scritta correttamente.
  4. Dopo l’esercizio, discutere insieme gli errori: perché le altre versioni sono sbagliate?

Materiali: schede stampate o foglio quaderno + matita. Puoi crearle facilmente con immagini ritagliate da riviste e scritte a mano.

Livelli di difficoltà:

  • Base: parole brevi con confusioni semplici (b/d, p/q) su 4 opzioni molto diverse tra loro
  • Intermedio: parole più lunghe con varianti che differiscono di un solo carattere
  • Avanzato: parole omofone o quasi-omofone (“l’ago / lago”, “pesca / pesca”)

Nota pedagogica: presentare sempre prima la versione corretta (mai iniziare dall’errore) per non rinforzare associazioni sbagliate.

Attività 3: Caccia alla lettera nascosta

Obiettivo: lavorare sulla consapevolezza fonologica a livello di fonema — identificare un suono specifico all’interno di parole diverse.

Come si svolge:

  1. Scegli una lettera o un gruppo di suoni su cui lavorare (es. il suono “r”).
  2. Prepara una lista di 10–15 parole scritte su cartoncini, alcune delle quali contengono quel suono e altre no.
  3. Il bambino legge (o l’adulto legge ad alta voce) ciascuna parola e deve identificare se il suono target è presente, e in quale posizione (inizio, metà, fine).
  4. Le parole trovate vengono disposte in tre colonne: suono all’inizio / al centro / alla fine.

Materiali: cartoncini con parole scritte, tre contenitori o zone sul foglio etichettate.

Livelli di difficoltà:

  • Base: suoni singoli e facilmente udibili, posizione solo all’inizio della parola
  • Intermedio: suoni in tutte le posizioni, distinzione tra suoni simili (f/v, s/z)
  • Avanzato: gruppi consonantici, suoni in parole bisillabiche e trisillabiche, velocità crescente

Strumento digitale consigliato: Logopedia Plus (disponibile su App Store e Google Play) include esercizi strutturati di consapevolezza fonologica per bambini con DSA.

Attività 4: Il nome giusto per l’immagine

Obiettivo: costruire il vocabolario visivo (sight words) collegando in modo diretto immagini e parole scritte, riducendo la dipendenza dalla decodifica fonologica per le parole di uso frequente.

Come si svolge:

  1. Prepara una serie di immagini chiare e ben riconoscibili (animali, oggetti domestici, cibi, azioni).
  2. Sotto ogni immagine, scrivi 4 opzioni: la parola corretta e 3 distrattori simili (varianti ortografiche, parole fonologicamente simili, parole della stessa categoria semantica).
  3. Il bambino deve leggere le 4 opzioni e scegliere quella corretta.
  4. Per ogni risposta giusta, l’insegnante o il genitore chiede: “Come lo sai?” — verbalizzzare il ragionamento rafforza l’apprendimento.

Materiali: schede plastificate (per uso ripetuto), pennarello cancellabile, riviste da cui ritagliare immagini.

Livelli di difficoltà:

  • Base: immagini concrete e parole monosillabiche o bisillabiche, distrattori molto diversi
  • Intermedio: distrattori che differiscono di una lettera, parole trisillabiche
  • Avanzato: immagini astratte (emozioni, azioni complesse), distrattori quasi identici, tempo limitato

App utile: Vocalizz e ModMath offrono approcci visivi strutturati per alunni con DSA.

Attività 5: Riordina le lettere

Obiettivo: rinforzare la struttura sequenziale delle parole e la capacità di tenere a mente la corretta disposizione dei grafemi — un’abilità spesso compromessa nella dislessia.

Come si svolge:

  1. Scegli una parola target e scrivila con le lettere mescolate su cartoncini separati.
  2. Accompagna l’anagramma con un’immagine o una definizione che indica la parola target.
  3. Il bambino deve riordinare le lettere per formare la parola corretta.
  4. Una volta trovata la soluzione, il bambino la scrive sul quaderno e la usa in una frase orale.
  5. Aumenta il numero di parole simultanee man mano che la sicurezza cresce.

Materiali: lettere su cartoncini o lettere magnetiche, vassoio o superficie piatta per lavorare, quaderno per la scrittura finale.

Livelli di difficoltà:

  • Base: parole di 3–4 lettere senza lettere ripetute, con immagine di supporto
  • Intermedio: parole di 5–6 lettere con possibili doppie o digrammi, con solo la definizione come indizio
  • Avanzato: parole lunghe o poco frequenti, senza indizio visivo, con produzione di frase scritta

Strumenti digitali per supportare la dislessia a scuola e a casa

La tecnologia può essere un alleato prezioso per chi ha dislessia. Ecco alcuni strumenti validati e utilizzati in Italia:

  • Balabolka / Leggi XME!: software di sintesi vocale gratuiti per PC che leggono ad alta voce qualsiasi testo.
  • SuperMappe: software italiano per la creazione di mappe concettuali, molto usato nelle scuole con studenti DSA.
  • Lucida (font): caratteri tipografici progettati specificamente per ridurre le confusioni tipiche della dislessia (disponibili gratuitamente online).
  • Audible / Storytel: audiolibri come misura compensativa per lo studio autonomo in ragazzi più grandi.
  • Google Lens: su smartphone, può leggere ad alta voce qualsiasi testo fotografato — utile per libri non disponibili in formato digitale.

Principi pedagogici da tenere sempre presenti

Indipendentemente dall’attività scelta, alcune regole generali rendono qualsiasi intervento sulla dislessia più efficace:

  • Sessioni brevi e frequenti valgono più di sessioni lunghe e rade: 15–20 minuti al giorno sono meglio di 2 ore il sabato.
  • Mai leggere ad alta voce davanti alla classe senza consenso esplicito: è una delle esperienze più umilianti per un bambino con dislessia.
  • Separare la lettura dalla comprensione: leggere il testo al bambino e valutare la comprensione oralmente. La dislessia riguarda la decodifica, non l’intelligenza.
  • Valorizzare i punti di forza: molti bambini con dislessia mostrano creatività, pensiero visivo-spaziale e capacità narrative eccezionali. Riconoscerlo pubblicamente costruisce autostima.
  • Coinvolgere la famiglia: le attività proposte a scuola perdono efficacia se non sono rinforzate (o almeno non osteggiate) a casa.

Per una formazione completa sul riconoscimento, la valutazione e l’intervento nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, il nostro Corso sulla Dislessia e altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento ti fornisce le basi teoriche aggiornate e gli strumenti pratici per intervenire efficacemente con studenti DSA.

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